Smuggling Poetry – Poesie dalla Balkan Route

A partire da lunedì 15 maggio Echis si è unita al progetto “A Route to Connect” del Servizio Civile Internazionale in un viaggio di tre settimane tra i paesi della Balkan Route. Lo scopo del progetto, finanziato dal Consiglio d’Europa, è quello di raccogliere e diffondere informazioni intessendo relazioni con le realtà locali attive nella difesa dei diritti dei migranti.
Il viaggio partito dalla Slovenia ha portato un gruppo di 18 volontari internazionali ad attraversare la Croazia, la Serbia e la Macedonia fino ad arrivare in Grecia e sull’isola di Lesbo, per investigare sulle condizioni attuali dei migranti che ancora scelgono di raggiungere l’Europa attraverso il corridoio del Mediterraneo orientale.

Smuggling Poetry è la raccolta di alcuni frammenti sonori: poesie, storie e canzoni per lasciare un messaggio, nella speranza che questo possa giungere laddove i migranti bloccati dalla chiusura dei confini non possono arrivare. In attesa che possano viaggiare le persone, facciamo viaggiare poesie.

Smuggling Poetry #1
Ci troviamo sulla rotta balcanica, in una delle jungles, quei non luoghi di confine dove tante cose avvengono lontano dagli occhi e dalle orecchie.

Smuggling Poetry #2
Ancora nella giungla serba, al confine con la Croazia. Ecco un altro frammento raccolto dopo un picnic a base di pizza e musica.

 

Smuggling Poetry #3
Dalle coste di Lesbo, di fronte alla Turchia, questa volta a viaggiare è una canzone. La voce è quella di Rania, una bambina irachena di 11 anni che ha lasciato Mosul insieme a sua sorella gemella e a suo padre.


Smuggling Poetry #4
All’interno del campo profughi di Veria, nei pressi di Salonicco, Alahddin ci consegna un messaggio che in realtà è una domanda, mentre fuori si festeggia a suon di dabka, perché due ragazzi sono stati finalmente ricollocati in un altro paese d’Europa.