Balkan route, a volte migrano poesie # 4

Siamo nei pressi di Salonicco, all’interno del campo profughi di Veria. Alahddin ci consegna un messaggio che in realtà è una domanda, mentre fuori si festeggia a suon di dabka, perchè due ragazzi sono stati finalmente ricollocati.

Versione in italiano:

“Ciao, mi chiamo Alahddin. Vengo dalla Siria, la mia nazionalità è palestinese.

Ora vivo in Grecia, da un anno e due mesi.

Spero che tutti i paesi aiutino i rifugiati qui in Grecia perchè la situazione molto difficile, nella maggior parte dei campi.

Questa è la mia domanda per tutte le persone e tutti i paesi che dicono che aiuteranno i rifugiati:

Perchè i confini sono stati chiusi all’improvviso quando le persone stavano arrivando? Perchè i confini sono stati chiusi all’improvviso di fronte alle donne e ai bambini?

Spero che qualcuno di qualche governo o paese veda qual è la situazione, perchè hanno dato molti soldi alla Grecia per aiutare i rifugiati. Ma questi soldi non si sa dove sono finiti.

Il mio sogno.. per me è di fare quello che mi piace. A me piace studiare elettronica automobilistica. Il mio sogno per la mia famiglia e per tutte le persone che sono ancora in Siria è che siano al sicuro.

E’ tutto.

In English

“Hello, my name is Alahddin. I am from Syria, my nationality is Palestinian.

I live now in Greece, since one year and two months.

I hope all the countries help us, the people refugees here in Greece because the situation is very bad, in most of the camps.

This is my question for all the people and the countries that say that they will help refugees.

Why did the borders close suddenly when the people were coming? Why did the borders close suddenly in front of women and children?

I hope someone from any governement or any country see the situation, because they gave a lot of money to Greece to help refugees, but the money is lost I don’t know who I don’t know how.

My dream for me is to do what I like, I like to study car electronics. And my dream for my family and for all the people that are in Syria is to be safe.

That’s all”.

Musica di Clay Mazing

A partire dal 15 maggio, Echis si è unita al progetto “A Route to Connect” del Servizio Civile Internazionale in un viaggio di tre settimane tra i paesi della Balkan Route.
Un viaggio che dalla Slovenia si snoda attraverso Serbia e Macedonia fino alla Grecia per investigare sulle condizioni attuali dei migranti che ancora scelgono di raggiungere l’Europa attraverso la rotta orientale.